Scuole oggi

Il concetto di Scuola Tradizionale ha oggi bisogno di essere precisato.
Intanto non si deve limitare la Tradizione Spirituale all’ambito di qualche religione o cultura, ma deve essere intesa come il complesso delle conoscenze della Scienza Spirituale autenticamente esoterica ed iniziatica fin dalla nascita dell’umanità, sostenuta spiritualmente dalla forma archetipale della Maestria eterna, indipendentemente dalle forme che essa ha scelto di assumere in relazione ai tempi, ai luoghi e ai fini contingenti in cui si è trovata ad operare.
Essa si è espressa mediante le Scuole in quanto insegnamento della Scienza Spirituale a cui educare i prescelti.
La Tradizione è sempre vivente nella sua interezza ed opera nel qui ed ora in ogni tempo, mediando tra i due mondi, il divino e l’umano; il modo di operare è responsabilità del maestro ispirato che, in quanto mediatore, lo guida e deve perciò essere fisicamente vivente (visibile ed interagente col mondo umano).
Ciò finché la mediazione tra i due mondi sia corrispondente alla Necessità e non si siano realizzate cesure come accade in questo momento e in ogni fine ciclo, quando una nuova Genesi si affaccia. In quel caso… se non servono mediazioni, non servono maestri.
La stessa forma assoluta di essi, rappresentata da al-Khidr, che risiede alla “confluenza dei due mari”, si ritrae con i Suoi, gli Afrad [1], nel “mare del Nord”: i maestri divengono “invisibili” e le Scuole non sono più possibili: quelle rimaste non attraggono più adepti e anzi ne perdono.
Nei tempi in cui opera nel mondo umano, l’insegnamento tradizionale è connesso con la “fonte dell’acqua di vita” spirituale di cui è detentore al-Khidr (principio assoluto di maestria effettiva ed efficace): estrae dalla massa il proprio ignaro discepolo, inconsapevole di sé, ed opera, quasi oltre la sua volontà cosciente, nella necessità di diventare quel che è, nella sua vita intera; trasforma, plasma per così dire l’intera struttura perché non nutre la sua mente ma ne rivela l’essenza a sé stessa e la fa emergere, polita, dalle scorie dell’umanità.
In questi tempi questo compito è ormai assolto nei confronti di coloro che dovevano essere estratti (consacrati). Rimane nella transizione la sola presenza, ormai consolidata, dei Sinceri avanzati, nella vicinanza del termine del loro addestramento.

Tutto ciò non ha nulla a che vedere con le associazioni di seguaci di qualche pensatore, filosofo o anche maestro del passato: una scuola senza maestro vivente non è una scuola, e per questo motivo ogni maestro indicava il suo successore prima di morire. Altrimenti si tratta di un fan club, e i fan club hanno solo presidenti di circolo.
Restano dunque oggi solo queste società che perpetuano l’insegnamento ricevuto in altre epoche che, anche se recenti, non sono contemporanee; a causa di questo esse tramandano la storia di un pensiero, una cultura o generano persino un comportamento formale, ma non si tratta di insegnamento operativo; è rivolto a chi aderisce ad esso (non ai prescelti!) con un atto di volontà che viene da una scelta ideologica precedente e cerca aggregazioni confortanti.

NOTE
[1] – Afrad vuol dire “solitario” ed indica nella Tradizione quelli il cui Maestro è il Maestro dei Maestri inumano. Ogni Afrad è un maestro nel senso più alto e completo del termine: maestro a sé stesso avendo realizzato l’unione col Maestro Assoluto; maestro, oggi ormai, ritiratosi nella propria essenza in modo così assiduo da non lasciare spazio per occuparsi di altro. Fino forse al prossimo ciclo.

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