L’esperienza

L’esperienza individuale del divino negli stati spirituali frutto di lunga militanza è quella della presenza di Dio nella Sua assenza.
La metaforica goccia d’acqua caduta nell’oceano ha la percezione di essere immersa nella medesima sostanza di cui è fatta, ma anche quella di esservi perduta e di non poterla comprendere: la comprensione richiede uno sguardo esterno e complessivo della cosa osservata, e la goccia nell’oceano non può averlo: non ha più che lo sguardo interiore e l’intuizione della propria individualità, che però non è chiaro se sia costituita dalla goccia o dall’oceano, infinitesima ed infinita al contempo.
In queste condizioni il rapporto col divino è annullato, perché non c’è alterità, il che sarebbe condizione perché vi possa essere relazione.
L’Essere è Uno e la relazione con Dio è impossibile se si è in Dio, fusi nella Sua emanazione.
Vano il ricorso a Lui che non diventi ricorso alle proprie risorse che sono Sue.
Impossibile ogni abbandono che non sia a sé stessi.
E l’infinitudine senza alterità, l’Unità con l’Unicità, è pienezza di solitudine, assenza di mancanza perché assenza e presenza di Tutto.

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