Per tutti, o no

Riferendosi all’atteso salto evolutivo corrispondente al sopravvenire della nuova fase dopo l’estinzione della precedente, il Maestro disse: “Questa volta sarà per tutti”. Un’altra volta però disse: “Molti non ce la faranno”. Ad alcuni parve una contraddizione: confortati dalla prima affermazione, si trovarono spiazzati dalla seconda che riconsegnava alla precarietà la loro possibilità di salvezza. Ad altri sembrò invece persino superflua la seconda precisazione: certi di essere tra quelli che ce l’avrebbero fatta, si rendevano conto che ciò dipendeva da una sorta di dono di natura che li dotava delle capacità di reggere l’improvviso salto di frequenza che prevedevano dovesse esserci. “Dovrà essere – si dicevano – come se di colpo il pianeta si surriscaldasse: certo, sarebbe per tutti, ma non tutti potrebbero sopportarlo”.

L’uomo considera reale ciò che, appartenendo al mondo naturale macroscopico, può vedere, toccare e manipolare; la sua coscienza non è capace di vedere ed interpretare esperienzialmente altri livelli di realtà anche quando fosse intellettualmente certo della loro esistenza, come ad esempio quello quantistico, che pure è del mondo fisico naturale. Non diversamente può essere per quello metafisico spirituale… Per essi ha bisogno di strumenti di indagine suppletivi: facoltà speculative acute per l’uno, o una visione noetica affidabile per l’altro… facoltà, queste, specialistiche e non comuni, che devono essere lungamente coltivate sulla base di particolari predisposizioni. Ma per una piena coscienza specifica di questi mondi occorre esserne figli. Esiste una realtà quantistica dell’individuo umano, perché esso emerge dal mondo fisico, è fatto della stessa sostanza; quindi esiste una potenziale coscienza quantistica umana. Non altrettanto certa è l’esistenza di una realtà metafisica e di una potenziale coscienza spirituale in tutti gli individui umani, perché questa “dimensione di luce” è un innesto.

Se l’evento che segna il cambiamento fosse dunque avvenuto in uno di questi livelli della realtà complessiva ed unitaria, quello metafisico, e non fosse stato colto dalla coscienza ordinaria media, se non per alcuni epifenomeni la cui radice causale comune resta oscura (perché vengono studiati ed affrontati, secondo il metodo analitico, come problemi a sé stanti), potrebbe riguardare la coscienza potenziale del livello corrispondente, e potrebbe consistere proprio nella attuazione, o slatentizzazione, di quella coscienza, che si farebbe consapevole di sé stessa.

Se comunque l’evento fosse già avvenuto nel tempo lineare (nel tempo ciclico è certamente così), ciò vorrebbe dire che alcuni possono avercela fatta e molti no; o che, apparendo gli epifenomeni dilazionati nel tempo lineare rispetto all’evento, e a volte di molto, la selezione sia ancora (apparentemente) in atto… un po’ come accade per la luce di certe stelle che vediamo ora, ma che potrebbero essere estinte da millenni[1].
Oggi degrada e muore la vita naturale, trascinando con sé quella sociale; si muore oggi (apparentemente) per una pandemia, o una guerra, o per fame e sete, siccità e alluvioni, ma all’origine può esservi un mutamento radicale nella sfera dello Spirito che molti non hanno potuto sostenere. Se quell’evento si è verificato in un livello di realtà che non è quello naturale ed umano, esso mostra soltanto i suoi effetti, come epifenomeni, in quest’ultimo, ma riguarda forse la coscienza dell’essere che alberga in alcuni uomini e il mondo in cui questo si muove, non l’uomo e la sua natura; è allora l’essere metafisico a modificare il proprio livello di vibrazione spirituale (la propria “dimensione di luce”), non l’uomo… e l’uomo non ce la fa a sostenerla.

NOTE
[1] – Questo fatto è un buon esempio di contemporaneità degli eventi che si verifica nel tempo ciclico (ciò che fu e ciò che è sono compresenti): la stella è luminosa pur essendo estinta, e viceversa, (ovvero è viva e morta contemporaneamente, come il gatto di Schrödinger); ma gli occhi dell’osservatore umano, la cui coscienza ordinaria “sceglie” (in realtà opera un selezione in base alle proprie capacità di risonanza) di considerarla luminosa, la vedono tale, costruendo così una propria realtà, tra quelle possibili, che comunque coesistono.

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