Personali teofanie corporee

Il dio è incorporeo, e perciò invisibile; e del tutto anaffettivo, sensualmente arido. Perché egli possa mostrarsi in una teofania agli occhi dell’uomo ha bisogno del prestito di un corpo visibile, materiale e sensibile; dunque anche di uno psichismo, perché l’impressione della visione del divino è sensuale, e la sensualità è simpatica, e quindi richiede affinità.
Secondo Pierre Klossowski questa corporeità sarebbe fornita da un daimon metamorfico, mediatore per propria qualità sostanziale tra divino ed umano. Il corpo umano senziente di un incarnato sarebbe, secondo questa visione, un daimon la cui caratteristica sia quella di sentire umanamente e di non possedere per questo lo status divino, anzi di rappresentare l’animalità umana nella forma istintuale del polimorfo perverso freudiano: una creatura, una fase evolutiva acerba sia in senso ontogenetico che filogenetico, un jinn.

R. A. Schwaller de Lubicz asserisce a sua volta che la materia sia una condensazione della Coscienza che, in quanto capace di azione/movimento, è assimilata e coincidente con ciò che si chiama energia (vitale e no). Essa segue dei percorsi evolutivi ciclici molto ben delineati che procedono dall’essere totalmente incorporea, avendo “forma” di Luce, al diventarlo in gradi progressivamente sempre più complessi fino alla putrefazione, fase finale alchemica e base del successivo ciclo, per essere terreno di coltura del ‘seme’ incorporeo che la Coscienza Assoluta rappresenta. Prima della putrefazione della morte, c’è, in questa gradualità, il corpo umano, per un verso apice del processo evolutivo della materia e per l’altro ultimo stadio prima dell’ineluttabile degenerazione, condizione questa la più lontana e la più vicina possibile all’incorporeità primeva. Il corpo putrefatto è la base organica della successiva generazione organica, senza che si debba più passare per l’incorporeità, ora essenzializzata nel ‘seme’… A meno che non si stia esaurendo il Ciclo dei cicli naturali e si estingua la necessità della Coscienza di incarnarsi.

Questa Coscienza immateriale, cosciente di sé e non necessitata ad incarnarsi se non lo desidera, è il dio di Klossowski: con la “d” minuscola, cioè divino senza essere l’Unico, però aspetto o espressione di Lui[1]. Completa in sé, non ha più desiderio di condensarsi in una forma – capace di metamorfosi perché ancora fluida nei primi stadi evolutivi -, corrispondente al daimon.

Il figlio di Dio deve imparare a osservare sé stesso secondo questo modello: egli è dio, daimon, uomo, cadavere; e cioè è Coscienza pura, assoluta e forma condensata di essa nelle sue fasi naturali, organiche e infine degenerative che la restituiranno alla condizione divina da cui scaturisce.
Il figlio di Dio è una teofania a sé stesso che dura il tempo di una visione oggettivante, fulminea come ogni teofania.
In un figlio di Dio il cui daimon sia, per vecchiezza o malattia, nella fase culminante della sua condensazione materica e vicino al decadimento, deve rifulgere la luminosità della Coscienza libera ed assoluta, la cui forma spaziale, secondo Schwaller, è la Luce che riempie il Cosmo.
Il suo stato, nel momento in cui dall’estrazione della propria Coscienza individuata osserva il proprio daimon disgregarsi, deve essere di gioiosa attesa e di serena consapevolezza di aver esaurito il suo compito nei termini stabiliti per la sua entità. Per questo gli è persino consentito il bagliore dell’orgoglio di aver servito onorevolmente, e qualche tenerezza del cuore fisico, residuo della sua ormai evanescente corporeità.

La morte che dà la vita è lieta. Vivere nella forma è morire sempre, solo la vita al di là della forma è vita reale. Morire perciò è una cosa grande e felice. (Schwaller de Lubicz)

NOTE
[1]– Secondo la visione di Klossowski, non è possibile che un dio compia un’azione senza coinvolgervi l’intera congerie degli dei, che rappresentano nel loro insieme l’Unità divina: come nell’antico Egitto indagato da Schwaller vi è infatti un solo Dio, il Dio Unico che si esprime nel mondo umano attraverso la funzione applicata delle Sue Potenze specifiche alle azioni, di cui i mortali possono avere teofanie, sicché ne coltivano immagini che identificano quelle funzioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...