Esistenza ed estinzione

L’estinzione segna il passaggio dall’esistenza all’essenza, diluisce l’una nell’altra. Ciò che esisteva si rende assente (inesistente): alla goccia è presente il mare finché non vi cade dentro. La presenza dell’Uno non può infatti che essere all’altro, richiede l’alterità. L’altro, rispetto all’Uno, possiede una oggettività, per definire la quale occorre una esistenza, ossia una consistenza nelle tre dimensioni spaziali e di più in quella temporale che definisce la sua durata nel tempo lineare.

L’essenza è residente nel tempo circolare, ove principio e fine coincidono; poiché non c’è durata, non v’è neppure la consistenza spaziale nello spazio/tempo unificato: l’essenza è nell’assenza. Chi è in Dio non può dunque che sentirLo assente. E sentirsi, assente.

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