I figli

Il figlio dell’uomo si rivolge al Dio manifestato, dato che è egli stesso espressione del Creato, e non può conoscere che quello che gli è affine. Ma il figlio dell’uomo che è figlio di Dio si rivolge alla quiddità di Lui, perchè egli appartiene all’Essere Assoluto non manifestato, ed è affine a Lui.

Questo Dio Assoluto, un Dio oltre Dio, è incomprensibile al figlio dell’uomo, che percepisce il “proprio” Dio all’interno dello stesso Creato che lo limita; sicchè, seppure dichiarandoLo trascendente, egli usa sensibilità ed emozionalità (ma anche ragione dialogante) come strumenti di comunicazione con Lui, e ciò glieLo rende del tutto immanente di fatto perchè abitante del suo stesso mondo percettivo. In questo senso, questo Dio è immaginario, perchè la manifestazione è scambiata per l’essenza. E il Dio immaginario del devoto figlio dell’uomo è talmente umano da non potersi proporre mai come meta di una possibile ascesi, ma solo come conforto di una tragica condizione umana che Egli finisce per condividere.
Così risulta ingannevolmente che il Dio del figlio dell’uomo è un uomo, mentre, in Realtà e Verità, il figlio di Dio è Dio.

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