L’Arpa

L’uomo è come un’arpa le cui corde non siano tutte alla giusta tensione; sicché le armonie risultano solo quando il pezzo che si suona coinvolga solo le corde accordate. In alcuni poi c’è in più la corda della spiritualità, che all’origine è sempre piuttosto lenta, cosicché se la si pizzica ne risulta un suono breve, sordo e slabbrato. Sottoponendosi un uomo a un qualche addestramento per completare le proprie capacità armoniche e rendere più vasto il suo repertorio, dovrà decidere quali corde discordanti siano da accordare e, supposto che quella della spiritualità vi sia, se valga la pena tenderla, in relazione alla tensione che potrebbe sopportare senza spezzarsi. Il fatto è che tale corda, se posta perfettamente sulla portante, tende ad emettere suoni così potenti e ricchi di armoniche da comprendere il suono delle altre, di modo che ne annulla la funzione… Fuor di metafora, lo spirituale, reso cristallino, annulla l’umano: la vibrazione della sua corda ne travalica i limiti e colpisce direttamente Enti consonanti posti su altri piani, sicchè diventa strumento di comunicazione con essi, ma non consente più quella con il piano umano. Dunque occorre decidere cosa fare, in base a cosa si vuole o a cosa ci si sente necessitati a fare. Perché, sebbene si sia generalmente convinti che la comunicazione passi per la parola/mente (anche quella non verbale ha i suoi segni “logici”), vi sono luoghi in cui la sola “parola” comunicante è una vibrazione, e non tanto di un suono o di un colore (che sono secondari), quanto dell’essere. È la vibrazione, più esattamente, dello stato spirituale dell’essere, ed è quella, appunto della “corda della spiritualità”. Ora, siccome all’orecchio è permesso udire perchè la sua capacità recettiva copre la stessa gamma di vibrazioni dell’organo della fonazione altrui, così a un essere cosciente di sé che voglia venir compreso è permesso di essere “udito” solo da un ente che vibri sulla stessa frequenza; perchè si comunica davvero solo per trasmissione di vibrazione, essendo l’essere stesso la corda. Uno stato spirituale non è dunque comunicabile mentalmente (verbalmente o non verbalmente). Anzi la mente è un limite che ha la presunzione di non avere limiti, nella misura in cui si ingegna di pensare pensiero mediante la parola e di esprimerlo (non importa come) secondo il proprio pensato; certo essa è onnipotente perchè può pensare qualunque cosa, ma proprio questo le impedisce di raggiungere l’impensabile, che tuttavia è percepibile e comunicabile. Uno stato spirituale è impensabile.

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