La Proiezione

Si racconta di un maestro che insegnava a un discepolo la proiezione. Vestito come sempre (non si deve confondere la proiezione con l’immagine) si poneva in un luogo in cui era sconosciuto e proiettava l’intenzione “povero e bisognoso” e subito qualcuno si avvicinava e porgeva un’offerta; poi si recava altrove, senza mutare aspetto ed atteggiamenti, e proiettava “ricco e generoso” e subito qualcuno si avvicinava e chiedeva un’elemosina, sicché egli donava quanto aveva ricevuto prima, ristabilendo l’equilibrio senza trattenere nulla. La proiezione è la capacità di influenzare la percezione complessiva di sé (chi è privo di ego non ha interesse ad essere riconosciuto in quanto ego) presso gli altri e l’insegnamento impartito riguardava l’inganno che la percezione comune delle cose produce nella mente umana, che non vede una realtà, ma una immagine mentale che crede essere realtà; ma riguardava soprattutto il fatto che l’influenza che si può, a volte utilmente, generare sugli uomini non esprime un potere occulto che si ha su di loro, ma un potere su sé stessi tanto consapevole da consentire di manifestarsi nel mondo come è più utile. Certo è una dissimulazione; ma non un inganno… Gli uomini si ingannano da sé, basta lasciarli fare; in caso possono avere bisogno che si riveli loro la verità, intanto sul fatto che si ingannano. Quando almeno questo si riconosce, non si vede ancora il Vero, ma si può iniziare a non vedere più il falso… Per un po’ certo si rischia di non vedere nulla e di avanzare come ciechi nel buio, nella notte oscura del senso di Giovanni della Croce… Per cui, prima di rimuovere dagli occhi il velo, è necessario considerare se questo viaggio, che inizia con uno smarrimento, possa essere sostenuto da chi lo intraprende. Nel racconto, fu solo qualcuno ad avvicinarsi per fare l’elemosina, e solo qualcuno a chiederla. Il che vuol dire che la proiezione, come ogni beneficio spirituale, arriva a chi deve, a chi ne percepisce il sottile ma penetrante profumo; non a tutti.

Proiettare l’intenzione è un fatto intimo, che emerge dalla profondità del cuore; non è certamente una facoltà mentale. Ma ciò che è generato dal pensiero del cuore può essere proiettato sullo schermo della mente altrui, sicché quella mente lo chiama intuizione, e si comporta come guidata da essa. Quando un Servitore proietta un’intenzione è veritiero perchè l’intenzione è vera: è povero e bisognoso veramente, come veramente è ricco e generoso. Non finge di esserlo, come farebbe la sua mente che inganna perché si inganna. Perciò, quanto la comune mente umana intuisce, può essere frutto di una verità proiettata. Una verità, comunque… non un inganno pensato. Il che rende l’intuizione certamente più affidabile del pensiero pensato.

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