Le porte basse

È stato detto che la reverenza nei confronti del Maestro è tanto insignificante per lui quanto un formidabile vantaggio per il discepolo: lo si spiega con il fatto che ci si inchina, se si vuole passare attraverso una porta bassa e stretta; e il maestro è quella porta sul mondo dello Spirito. Non è dunque ossequioso formalismo, ma postura necessaria all’attraversamento. Nella metafora c’è il concetto dell’entrare nel maestro, ovvero essere (in) lui. Come quello dell’estensione della postura fisica all’atteggiamento interiore, il quale dovrebb’essere mantenuto costantemente, perché una volta nel maestro, si è sempre alla sua presenza. Il che equivale a dire che non ci si può più esimere dall’essere presenti a sé stessi. Alla propria presenza con umiltà, perchè, in quello stato spirituale, si è espressione di divinità senza più potersi dire “Io”. Bisogna sapersi inchinare alla propria divinità, bisogna saper attraversare sé stessi per andare oltre sé stessi, là dove si è in essenza.

Per questo ci si deve inchinare al Maestro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...