Punti di vista

Dal punto di vista de “l’essere spirituale che fa un percorso umano“, ovvero del figlio di Dio, la sfera umana è dominata da due forze contrastanti: quella di quanti, figli degli uomini, sono interessati solo alle sorti dell’umanità e si adoperano più o meno oscuramente per mantenere al suo interno lo stato di normalità, o per stabilirlo anche in casi in cui è l’eccezionalità (o l’emergenza) a dominare; e quanti osservano gli eventi con sguardo allargato al livello cosmico, all’interno del quale l’umanità è uno degli elementi, forse di una certa importanza, ma non il centro degli universi.
Per naturale disposizione, il figlio dell’uomo si alimenta di conservazione, la propria, tanto che una somma di istinti di conservazione determina l’istinto di conservazione dell’intera specie; e considera fondamentale per il mantenimento dello status quo soprattutto la sopravvivenza dei modelli sociali ed economici quali sono, anche quando hanno dimostrato di essere insostenibili rispetto al movimento cosmico che, d’altra parte, è umanamente del tutto ignorato perché del tutto ignoto.
Se vi sono, come sostengono ormai in molti, forze oscure all’opera dietro la crisi che l’umanità sta vivendo, sono quelle che agiscono sotto gli occhi di tutti sostenendo la normalità; non vi sono infatti prove che l’uomo abbia bisogno di continuare a vivere una vita il cui solo scopo sembra essere la riproduzione e l’accumulo, condotta nella sicurezza del quotidiano deja vu. Non vi sono prove che questo sia l’effettivo suo desiderio, e non forse quello di dare un senso alla propria esistenza che si indirizzi a superare proprio la condizione che le forze normalizzanti vogliono ripristinate. L’occasione della crisi attuale, che è crisi dell’umano tutto, potrebbe forse produrre alcune mutazioni di paradigma, e fondamentalmente la rinuncia alla conservazione e al ripristino, a favore di una fiducia che si vada oltre, senza pensare necessariamente a un meglio espresso in termini (abusatissimi) di “più”: sicurezza, stabilità, libertà, benessere economico etc. Potrebbe non essere affatto questo il meglio… Il “più” potrebbe essere magari sostituito dal concetto di “altro”.
Lo sguardo di chi vive la propria umana esistenza come “esperienza umana” da “essere spirituale” assiste a questo contorcersi dell’umanità su se stessa, questo accartocciarsi difensivo che però appare come uno spasmo contrattivo estremo e non dà giudizi nè si adopera perché le cose siano diverse: osserva e assiste, come si assiste a qualcosa che si determina in natura senza che possa essere controllato in alcun modo. Non crede neanche che l’umanità stia perdendo una buona occasione, perché sa che l’umanità non può fare diversamente finché è confinata in sé stessa; mentre sa che vi sono in essa dispersi i figli di Dio il cui compito (destino?) è quello di passare oltre; quello sguardo, dunque, esplora la biomassa alla ricerca di luminescenze che tradiscano la Luce dello Spirito in quelli che la posseggono.
Questa crisi umana produce una spaccatura nell’umanità e divarica i cammini. L’occhio del figlio di Dio è unitario e vede questa spaccatura all’interno dell’Unità come una continuità, molto simile a quella che c’è nella vita e nella morte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...