Ripari

Ciò che avviene nei mondi manifestati provoca effetti nel mondo creato: lo Spirito genera energia fisica e determina mutamento. Ma lo Spirito, che è pura manifestazione invisibile, non ha scopi, men che meno quello di influenzare il mondo creato: lo fa, e basta. È altrettanto inevitabile che la pioggia, che non fa altro che manifestarsi come tale, finisca per bagnare tutto ciò su cui cade, di più gli ombrelli che ne vogliono essere ripari.

Lo Spirito ha, ma solo in questo senso, dei gradi di “discesa”. Produce a monte, in quanto Principio, luce invisibile che produce effetti che producono effetti che producono effetti…
Non risponde ad alcuna legge causale, ma discende lungo catene causali.
Sebbene a monte, in Principio, non vi sia alcuna intenzione, la catena causale stabilisce leggi intrinsecamente, ed appare dunque come Necessità. Ma è bene sapere che ciò accade solo a livello del mondo creato, perché nessun determinismo può governare il Principio.
Le leggi eterne governano il creato, e lo fanno dall’interno; governano, ma lo conservano, non lo mutano: sicché un mutamento nel creato può essere indotto solo mutando, in Principio, ciò che genera le leggi. Ma se ciò avviene, non è che per effetto di aspetti della manifestazione che si vanno dispiegando, aggiungendosi ai precedenti ed aumentando la complessità in cui il creato naviga.
Alla conoscenza umana giungono visibili gli effetti, non la causa, per quanto lontano gli occhi possano vedere e la mente possa logicamente dedurre; la scienza naturale è appunto questa conoscenza, il cui campo esplorabile è infinito per una ragione che sfugge: sebbene le leggi siano eterne e tendano a conservare, il sistema “creato” è influenzato dall’increato che si manifesta, continuamente, costantemente… è perciò che si afferma che la creazione è perenne; e ciò sebbene la creazione abbia potuto avere un inizio che, in quanto atto, si è concluso. La scienza conosce un creato che muta continuamente, e così le sue certezze sono solo attuali, sempre.
L’occhio (interiore) dello scienziato spirituale scruta gli eventi del creato al solo scopo di risalire alle sue cause increate; ed ogni mutamento (non importa se umanamente doloroso o gioioso) è il segno che la manifestazione si è ulteriormente dispiegata; gloriosamente, magnificentemente. E ciò rendendo, rispetto a Sé, il creato sempre più piccolo, sempre meno significativo.
Per chi dispone dell’appartenenza allo Spirito Principiale che vive in lui, questo è un trionfo: esso corrisponde infatti (se lui è un microcosmo) al dispiegarsi de “la luce della conoscenza delle Sue perfezioni“, il che non deriva, nell’iniziato, dalla maggiore sapienza acquisita, ma dalla maggiore rivelazione del proprio segreto (Sirr), che “vivifica per sempre il suo cuore” .
Come l’increato invisibile si manifesta alla visione (non alla vista!), determinando per concrezione un creato visibile (alla vista), così l’increato che alberga nel segreto dell’iniziato, rivelandosi lo illumina di luce invisibile, rendendolo visibile a sé stesso, e oscurandolo, per abbagliamento, alla vista del creato.

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