Ancora sull’invisibile

All’interno del mondo manifestato esistono cose invisibili perché nascoste alla vista da altre cose: queste cose costituiscono l’occulto.
Ed esistono cose visibili anche se non hanno consistenza materica: queste cose costituiscono il sogno, o a volte l’allucinazione o l’inganno ottico, l’illusione.
È molto umano confondere il sogno con la realtà, come scambiare l’occulto con l’invisibile. Capita persino che si nasconda qualcosa alla vista (e alla conoscenza) e la si dichiari poi “segreta”, ignorando (a volte dolosamente) che il Segreto (Sirr) risiede nell’Invisibile.
Succede che entrambi questi aspetti del mondo costituiscano un impedimento severo all’accesso all’Invisibile, che è un diverso livello di manifestazione. Hanno infatti la facoltà di occultarlo, fingendosene espressioni.
L’attività onirica non è l’attività visionaria capace di accedere all’Invisibile, anzi la impedisce. L’immagine del sogno si frappone tra lo sguardo visionario e il suo oggetto, gli ruba l’attenzione e lo sposta dal suo obiettivo, che è propriamente il Segreto.
Il sogno risponde all’esigenza psichica di elaborare i vissuti; in quanto attività psichica è legato all’organico, in quanto elaborato del vissuto è legato a questo mondo. Quindi permette l’accesso all’occulto somato/psichico. La sua interpretazione psicologica insiste su questo mondo, lega a questo mondo, lo rende centrale e indispensabile esaltando la relazione egoica con esso.
Qualcuno insegnava ad acchiappare il sogno per la coda quando sta per dileguarsi, per farsi portare nei mondi in cui esso origina; luoghi pericolosi, in cui è facile perdersi, che sono però nient’altro che luoghi della mente.
A volte lo spazio mentale che in genere il sogno occupa può essergli strappato dalla visione, ma ciò accade quando lo sguardo visionario riesce a penetrare i veli. Il velo più pesante è il sognatore stesso, il suo psichismo organico, il suo pesante Ego che pretende ogni attenzione e non tollera che gli sia rubata dal Vero.
Il Segreto si protegge con la manifestazione: abbaglia la visione con la vista delle fantasmagorie del suo mostrarsi. Il mondo manifestato è il sogno che Dio fa, secondo alcuni… L’uomo è fatto della materia di questo sogno, e se ne inganna perché si vede “reale”. Vedersi reale e “formato”, delimitato, è la qualità che definisce l’Ego, ed è cosa alla quale – si è detto più volte – rinunciare equivale concettualmente a morire. L’uomo è un’illusione a se stesso che gli impedisce la visione del Vero.
Il Segreto è oltre questo; lo sguardo visionario che non si lascia ingannare perché non se ne distoglie, alla fine lo penetra. E – anche questo si è detto – il Segreto è Altrove, ma Altrove è nelle profondità del Cuore (Qalb). Cercare se stessi non è cercare l’occulto nel proprio inconscio, è cercare il Segreto della propria Verità (Haqq).

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