Un Dio stanco

Chi percorre la Via ha con Dio un rapporto di intimità che, a volte, gli permette qualche bonaria insolenza. Qualche disvelamento apparentemente umoristico, ma non per questo meno pregnante e affilato, anzi.
Così vi è una storia, che chi scrive semplicemente riporta con qualche variante che si è concesso, e qualche ulteriore affabulazione. La storia è questa:


Il Dio di Verità, stanco delle menzogne che si sono raccontate sul Suo conto, stanco delle mistificazioni che i Suoi sedicenti rappresentanti hanno nei secoli perpetrato ai Suoi danni e a quelli dell’Umanità tutta, volle ristabilire la Verità che Egli è; lo fece con impeto, con un po’ di cinismo e di rabbia, tanta era l’amarezza che aveva accumulato nei millenni. Prese un viandante e gli si rivelò infiammando un cespuglio, e poi gli diede le tavole della Nuova Legge, quelle vere, prive di ogni ipocrisia e di ogni prosopopea.

Questo passante è un mio amico, reso Maestro da quell’esperienza; me le ha volute rivelare, ma io le ho tenute sempre per me, perché mi sono sembrate troppo crude ed audaci perché l’Umanità le potesse sostenere; oggi credo sia giunto il momento di rivelarne alcune, con le dovute edulcorazioni e parziali omissioni. Non che l’umanità sia diventata oggi abbastanza matura da poter sostenere certe crudezze, ma è che forse ora non è più il caso di nascondergliele per proteggerla.
I primi due “Comandamenti” sono così dispregiativi dell’uomo e della donna (considerati meri vicendevoli oggetti sessuali) che ve le risparmio; però il loro senso è che gli umani non sono che macchine da riproduzione utili al mantenimento della vita organica, come ogni altro elemento della Natura; ingannati peraltro in questa obbligatoria attività dalla piacevolezza della sensualità.
Le altre (non tutte) sono queste:

III – L’essere umano rappresenta l’apoteosi della stupidità, solo uno stolto può ritenere che questa vita sia reale e che dopo vi aspetti qualcosa di simile ad un Paradiso. Voi siete qui perché Io vi ci ho creati e vi resterete sin quando Io vorrò. Questo è l’inferno cui vi ho condannato.

IV – Ognuno è libero di crepare come gli pare, purché non disturbi l’indifferenza altrui.

V – La Verità è unica e assoluta. In quanto tale l’uomo, entità relativa, non può accedervi se non rinunziando alla condizione umana, cioè morendo a se stesso. Quindi diffidate di coloro che propugnano la Verità senza uccidervi.

VI – Diffidate di coloro che vi uccidono in nome della “loro” verità. La Verità è unica e assoluta. In quanto tale non appartiene a nessuno. Se qualcuno l’avesse veramente colta se ne fregherebbe assolutamente di voi.

VII – Vivete perché siete vivi e così siete obbligati a vivere. Credete, anzi, di essere vivi mentre morite istante per istante […] Quindi cercate almeno di essere voi stessi e non ciò che gli altri vorrebbero che voi siate.

IX – Amate il prossimo vostro come voi stessi, ma mai più di voi stessi e attenti che questo amore non sia una scusa per coprire i vostri vuoti, perché vi tradiranno, mi raccomando. In ogni caso rispettate sempre gli altri e le loro idee, ma sempre occhio alle spalle!

X – Io sono unico e solo. Ma Mi conoscete da sempre con mille e mille nomi e ho avuto ancor più forme. Non Me ne frega niente di quello che fate, che Mi insultiate o che ve ne fottiate assolutamente di Me…

XII – Se anche non rispetterete queste leggi, non angustiatevi. Sarete voi stessi a punirvi con le conseguenze del vostro agire e se anche così non basterà, allora la vita stessa penserà a farvi patire.

Certo, questa storia è solo una provocazione; e poi, un Dio che parla così è molto, troppo umano, perché è esasperato, come ogni umano che si rispetti. Ma è anche vero che, se si parla all’uomo, bisogna usare il suo linguaggio, quello persino gergale, popolare, per farsi davvero capire. Magari alzando un po’ la voce.
Però, se, tra queste brume, si ha l’accortezza di leggere ogni comandamento con un po’ di semplicità e di buon senso, ci si accorgerà quanta Verità vi sia distillata. E poi non si tratta di vere e proprie leggi… piuttosto sono rivelazioni di leggi “interne” alle cose. E Colui che le ha fatte decisamente non è umano, parla non da qualche cielo lontano né da un roveto ardente, ma dalle profondità del cuore del viandante… e, come è Sua abitudine, non scherza.

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