Traumi

Anche se nel momento in cui lo si subisce un trauma è del tutto spiacevole, anch’esso ha un bello: il dopo. È vero che c’è un disturbo post-traumatico, ma non è strettamente necessario che si manifesti; dipende crediamo dalla preparazione al trauma che si è avuta… Certo il trauma è sempre, o quasi, inaspettato, ma la preparazione al trauma consiste nell’aver coscienza di un Tutt’Uno che si muove causando onde che finiscono per raggiungere qualcosa che, a seconda di quanto sia vicina, può essere più o meno fortemente colpita. Lo schiaffo fa male, ma fa bene sapere che il Tutt’Uno si muove; e vi è evoluzione solo quando è il Tutt’Uno a muoversi. Quindi chi ne viene più duramente colpito è chi è più vicino, più forte tanto da reggere il colpo e più amato perché parte operativa e partecipante del Tutt’Uno. Ai più lontani il colpo arriva meno subitaneo e secco, meno rapido, ma più totale e irreversibile… È anzi lento, quasi invisibile, insinuate, e tende a invadere spazio come una prolungata colata lavica.

Ora, questo non lo vede chi ne viene lentamente ed inesorabilmente investito nel sonno, ma chi avendo ricevuto il primo violento schiaffo che tale resta, viene superato e lasciato alle spalle dal procedere solenne del cambiamento. Con la faccia appena arrossata, guarda all’opera la Maestà.

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