Riflessi di uomini specchiati

Abbiamo detto: Nella Scienza dello Spirito, la Coscienza è il Tutto, ed essa quindi osserva sempre se stessa: non essendoci – a quel livello – un osservatore esterno, la profondità della conoscenza è relativa alla forza di penetrazione del desiderio appassionato (Amore) di rendersi totalmente conosciuta (posseduta) e disponibile a se stessa(1).
Questo è – a ben guardare – quanto di fatto racconta il mito di Narciso.

L’atto dell’osservare è un atto volontario ed ha per obiettivo focale un elemento esterno; l’atto del vedere non è volontario, è il frutto di un immediato disvelamento, oppure dell’epifania di qualcosa che si mostra o si rende visibile al vedente… è allora una visione.
Chi guarda, o osserva, lo fa con sforzo, perché, senza, non vede; chi vede, viceversa, non guarda più, non osserva nulla… nulla di particolare.
Narciso ha improvvisa visione della sua immagine nella forma di vibrazione di luce: è l’esperienza dunque di una visione immaginale, in senso stretto.
Questa rivelazione avviene grazie al mobile riflesso armonico di una polla d’acqua sorgiva, la Fonte; Narciso vede se stesso, che non conosceva prima, nella fonte.
Egli scopre che la propria materia corporea vivente, nella quale si percepisce, ha una sua verità recondita: il suo essere anche onda energetica (una rivelazione diremmo del sé quantistico). Questa immagine potrebbe avere – e Narciso sa che è così – una percezione di sé come “corpo di luce”, vibrante sull’onda leggera della superficie della fonte; quindi parte integrante della Fonte in quanto Sostanza, luce che emerge dalla profondità di quella Sostanza, e di tutte le materie che essa inabita(2): acqua sì, ma anche aria, cielo, terra, vento, vegetazione… e di nuovo, carne.
Quindi Narciso vede, di colpo e per un attimo, in quell’identità il proprio essere Tutto in sé, Tutto e Sé. Acquista una sovra-coscienza, quella che attiene alla sovrapposizione di stati.
A causa di questa visione, si lascia poi morire d’amore: per se stesso, dice il mito, perché l’immagine è priva di materialità, e il possesso amoroso di essa è quindi irrealizzabile. Ma in realtà, diciamo noi, di amore per la Fonte, perché capisce che solo essendo completamente vibrazione può connaturarsi con essa (come fa la sua immagine), e quindi realizzare il suo desiderio di unione, che è possibile!… Narciso deve diventare la sua forma vibrazionale pura, deve trasformarsi totalmente in quello che già è: nella sua espressione di onda: non si lascia morire, si lascia trasformare(4); è nell’immagine, che egli scopre l’essenza della propria vita reale, e in essa si identifica, mentre si estingue nella Fonte che gliela mostra e la sostiene.

Ciò che Narciso vede come fosse se stesso, l’imago desiderante di cui si innamora, è l’identità tutta di tutte le cose che solo si può cogliere se si accede alla dimensione universale dell’essere, anche se questa identità, ancora per il momento, non può che restare confinata all’interno della singola visione ipse-riflessiva. Il rispecchiamento è la borderline della coscienza, segnante il fallimento totale di tutti gli schemi e i parametri fondamentali di riferimento; destruttura un sistema per prepararne uno nuovo”.(5)

Si è detto altrove(6) che, se è corretto dire che Dio è Amore, è blasfemia affermare: Dio ti ama. Questo perché, se si attribuisse a Lui il ruolo dell’amante, e non solo dell’amato, Gli si dovrebbe riconoscere una qualche difettività, perché è questa mancanza, questo vuoto a determinare la necessità di completamento, e dunque l’attrazione verso l’amato.
Per l’uomo in condizione normali, non è possibile concepire l’Amore che come forza che lo sospinge o lo attrae; diventa possibile riconoscerne la reale sostanza “solo dopo che il suo essere umano prestatogli alla nascita viene cancellato da Dio e al suo posto viene messo un nuovo essere che riposa sull’amore. A questo stadio l’uomo può vivere attraverso l’amore.(7)
In altre parole, ciò che difetta all’uomo non è tanto l’amato (anche se così gli pare), quanto l’amore in sé (ma si ricordi: Dio è Amore!); non si tratta di completamento, ma piuttosto di trasformazione. Il nuovo essere che riposa sull’amore è l’immagine di Narciso che vibra sulla superficie della Fonte che lo rende vivo, e visibile a se stesso come vera essenza di lui e di Lui…


NOTE
(1) V.La non-psicologia dell’uomo e venire“, su questo stesso blog.
(2) “Quello Spirito, che per la grazia inabita nell’uomo, è Dio stesso.” (Rosmini).
(4) Non diversamente ha fatto la sua Eco… La riflessione su questo conduce lontano, perché, in quanto eco, ella è riverbero, quindi rispecchiamento sonoro di Narciso (quanto il riflesso lo è visuale) del quale ripete il nome fino alla propria dissoluzione; amante di lui quanto lui stesso, ma entrambi amanti piuttosto della loro forma vibratoria, dell’onda… Nella quale sono unificati (resi Uno).
(5) Baldo Lami, La redenzione di Narciso, 1988
(6) V. nota 2 all’articolo “Erotologia mistica” su questo stesso blog.
(7) Richard Gramlich, a commento di Ahmad Ghazali.

4 pensieri riguardo “Riflessi di uomini specchiati

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...