Conditio sine qua sic

Vi è una condizione di coscienza, o si direbbe uno stato dello Spirito che annulla la linearità progressiva degli eventi e la sostituisce con una sovrapposizione di tutti gli eventi possibili. Questa qualità conoscitiva che nell’uomo segna un passaggio, è quella che rende inutile l’atto di volontà. La volontà è infatti espressione di una precedente progettualità o necessità e di una successiva attuazione, il che appunto richiede una diluizione degli eventi lungo un dipanamento temporale di essi.

Chi sperimenti questo stato, sa che, in esso, egli non ha volontà, ma piuttosto è volontà. Infatti lo stato in questione consente anche di percepire se stessi come atto e non come agente più o meno libero. Essere “atto” è appunto un prendere atto di sé totale, unitario e nel qui e ora, come Ente; come manifestazione espressa… L’Ente si rende manifesto a se stesso e lo fa perché Luce e vedente si identificano nell’unità: infatti nell’assenza del tempo, il manifestato non può che coincidere con il progetto stesso, che – nel tempo – lo avrebbe preceduto.

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