Vigilanti o Guardiani

In tutte le Tradizioni (esoteriche e no) appaiono le figure di Esseri la cui funzione è di vigilare, custodire e dirigere e la cui Presenza è tra gli uomini. La loro custodia, nel sentimento popolare, è benevola (l’angelo custode) e dedicata agli individui umani, è una protezione; ma fuor dal folklore, si tratta piuttosto di Guardiani di Soglie o di Porte verso i mondi superiori, il cui atteggiamento è minaccioso, severo e difensivo; tuttavia queste Presenze sono anche mescolate all’umanità in modo intimo, nel senso che lo sono anche “nella carne”; sono le Presenze dette “Figli di Dio”:

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie,  i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. [Genesi 6, 1-4]

Queste figure sono dunque Presenze attuali, in ogni tempo, sia per individuale intervento..:

Mentre nel mio letto stavo osservando le visioni che mi passavano per la mente, ecco un vigilante, un santo, scese dal cielo [Daniele 4, 10]

…che per essersi uniti alle “figlie degli uomini” e averne generato una razza “ibrida”. Attraverso queste Presenze, la Tradizione ritiene che l’umanità intera sia diretta verso il proprio fine:

Così è deciso per sentenza dei vigilanti e secondo la parola dei santi.
Così i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli uomini. [Daniele 4, 14]

Queste Presenze, cui è permesso il varcare le Soglie delle Porte custodite dai propri fratelli (cioè da se stessi in altra stato di Presenza), agiscono come tramite tra “questo basso mondo” e i Mondi Superiori; oppure – usando diversa espressione – si collocano “alla confluenza dei due mari”, partecipando delle due nature umana e divina; o anche, hanno funzione di “formazione”, cioè di creatori vicari, costituendo il “medium” tra Increato (pregno di Intenzione Divina) e Creato. Ciò li colloca tra i Servitori, o Conoscitori, di cui si dice:

…Il conoscitore [di Dio] … crea con la sua volontà spirituale (al-himmah) quello che acquisisce un’esistenza al di fuori della sede di tale facoltà. [Ibn ‘Arabi]

e ai quali , nonostante partecipino pienamente della natura divina e grazie a questa siano “co-creatori” si raccomanda di permanere nella loro qualità di servitori pur nell’Unione:

“Sii dunque servo Signore [per la tua identificazione essenziale con Dio] e non essere Signore del proprio servo, affinché tu non diventi preda del fuoco [del rigore divino], e non sia dato alle fiamme”. [Ibn ‘Arabi]

Il “creare” nel senso di produrre “forme” produce la contemporanea messa in esistenze dei vari stati della Presenza, che appunto può sostenere quello visibile, come no:

se il conoscitore ha creato con la sua volontà spirituale ciò che ha creato, e possiede questa conoscenza totale, la sua creatura manifesterà la sua [del conoscitore] «forma» in ciascuna Presenza, di modo che le «forme» si sostengono reciprocamente in esistenza…[Ibn ‘Arabi]

Sebbene appaiano come pluralità, Essi sono radicati nell’Unità e la loro visibilità è la messa in forma della loro stessa essenza, talché essi possono mostrarsi fisicamente senza essere riconosciuti, o percepiti senza essere visti, o infine non essere né visti né percepiti pur operando; allora la Presenza sostiene l’essenza nella varie forme possibili.
Percepire queste Presenze, nei vari “stati” che esse possono assumere, è compito arduo; spessissimo ingannevole, nella misura in cui la capacità umana di distinguere tra “percezione sottile”, “visione” ed “immaginazione” è (se non adeguatamente esercitata ed affinata) praticamente nulla. Terreno scivolosissimo, per i dis-orientati di buona volontà; faticoso ma obbligatorio per i ben orientati, la cui volontà fu sostituita dall’Intenzione.

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