A volte, l’oscurità

A chi cerca le altezze, e si adopera con una specie di generosa ostinatezza a liberarsi dai pesi delle incommensurabili complessità dietro le quali si adombra “l’immensa semplicità delle cose”, può capitare di precipitare in quel buio della conoscenza, simile a quello che si fa in teatro poco prima che s’alzi il sipario, che Giovanni della Croce chiamò “la notte oscura”.
È un buio che sgomenta e disorienta, che sembra far precipitare all’indietro in un baratro chi, faticosamente, si era arrampicato su pareti a picco e si sapeva vicino alla meta…
Su questo molti hanno detto cose bellissime:

Quando ciò che illumina si approssima alla vista,
la vista, a causa della sua percezione, si oscura.
L’oscurità, se tu sapessi, è Luce dell’essenza:
dentro la tenebra si trova l’Acqua di Vita
“.

La Luce della vista è, umanamente, luce della comprensione; ma il buio ci insegna che no, è il contrario:

L’incapacità di raggiungere la comprensione, è una specie di comprensione“,

perché

Gloria a Colui che non ha dato alle creature altra possibilità di giungere a Lui se non per via dell’impossibilità di conoscerLo“.

Ma al buio ci si inganna; è per questo che, se per un attimo va via la luce, alcuni si fermano e aspettano fiduciosi che torni; altri si spaventano, si agitano, urtano contro ostacoli che non ricordavano più ci fossero e si fanno anche male, a volte… L’oscurità è una grande bellezza che si vede con occhi diversi; certo, bisogna averli…


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