Oggi, o della normalità di prima

Da oggi si dà il via a quella che viene chiamata la ripartenza, alla ricerca della normalità, che qualcuno sottolinea come debba essere quella “di prima”.
Chi leggesse queste righe fra qualche anno si chiederebbe dopo quale evento si debba ripartire… a noi sembra che il sentimento generale sia che si riparta dopo una pausa, ma che pochi si chiedano quale sia stato l’evento a determinarla… intendiamo: il vero senso di quello che ci ha costretti alla pausa, ché l’ostacolo frapposto poteva essere di qualsiasi genere, non importa. Questo ipotetico lettore postumo avrebbe però la conoscenza di dove ci avrà condotti quella ripartenza, che appare ora priva di una meta chiara da raggiungere e sembra più un muoversi per dimostrare di essere vivi: una motilità, non una mobilità.
Ci stupiamo (ma solo un po’) del fatto che nessuno si chieda: ma in effetti, che cosa è successo? Domanda alla quale si potrebbe rispondere con facilità, osservando ognuno quello che gli è successo: ognuno è profondamente cambiato, questo è successo!
La società “economica” si occupa della propria vita, ma non coincide con la società “umana”: di questo per esempio non ci rendiamo ancora abbastanza conto, ma è un dato di fatto.
Sicché, la ripartenza è quella dell’Economia; ma ognuno, singolarmente, è potentemente cambiato, dentro, in profondità; e i mille operai di una fabbrica che torna alla normalità, non sono le stesse mille persone di prima… Pensiamo che questa evidenza risulterà fra un po’ di tempo, e non ci azzardiamo ancora a profetizzare le ondate distruttive di una rabbia furiosa; ma solo perché contiamo sul cambiamento in profondità di alcuni individui umani che si saranno separati dalla propria umana animalità. Vedremo, però, perché questa separazione dovrà necessariamente emergere.

Avevamo, in agosto, confidato ai nostri amici più stretti alcune riflessioni, che in qualche modo sembravano preparatorie agli avvenimenti che di lì a poco si sarebbero manifestati. Tra queste, vi era la considerazione che la realtà (o quella che chiamiamo tale e che consideriamo indagabile) è stratificata. Dicevamo:

La fisica al momento ammette l’esistenza di tre strati di realtà, come detto: il primo, il più superficiale, è quello detto visibile, fatto di oggetti macroscopici che vediamo e tocchiamo; il mediano è quello detto termodinamico, che già in parte ci sfugge ma che è governato dalle leggi che permettono a una pentola di bollire o a una lampadina di accendersi, cose che ci sono esperienzialmente comuni; il più profondo è quello quantistico, fatto solo di particelle fondamentali subatomiche la cui evidenza è spesso tale solo in base agli effetti che esse producono. Allo stato attuale della conoscenza, sembra che la vita affondi le proprie radici in questo mondo quantistico o meglio ne emerga, mentre tutto ciò che non è vivo risponde alle leggi vigenti nei due mondi meno profondi.

E più avanti notavamo come la coscienza, essa pure, abbia diversi stati, e strati. Senza approfondire troppo il tema (molto complesso), si tratta di comprendere che le cose che accadono a un certo livello, possono essere di grande rilevanza, forse persino apocalittiche, senza che, ad un altro livello, ne appaiano segni se non superficiali. Come scosse di terremoto, che in profondità siano generate da moti immani della terra, e in superficie siano solo scosse, con pochi o nulla danni… in questi casi, ciò che risulta è la crepa su una parete, che ci si ingegna a riparare; o un allontanamento da casa per un po’, ma poi si torna… e tutto si richiude sulla normalità di prima. Ma in profondità è accaduto qualcosa che porterà mutamenti globali di importanza vitale per tutta la biosfera, e questo è certo.
Nelle profondità dell’essere umano è accaduto questo, ma a quella profondità, la coscienza capace di consapevolezza dell’avvenimento, e persino di visione di esso, è un’altra, non è quella che si usa per andare al mercato, né per far ripartire l’economia. Dunque non se ne ha contezza, sebbene produca effetti molto più ampli. Chi può, allora, veda se trova crepe sul muro delle proprie illusioni…

Ora, un’ultima piccola cosa, oltretutto qui superflua: potrebbe esserci una realtà ulteriore, oltre a quelle ammesse dalla scienza fisica; non meno reale, anzi… E potrebbe esistere una Coscienza per quello strato, capace di avere la Conoscenza degli eventi che colà si formano…

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