La scelta dell’asino

I conflitti possono esistere solo se si crea un sistema ove agiscono due polarità di valore opposto e di forza eguale. In genere il modo di risolverliè quello scelto dall’asino di Buridano, che morì sì di fame ma lentamente… Il modo di questo asino di risolvere il dilemma, è ampiamente quello più usato, in ambito umano.
Ve ne è un altro, che consiste nell’eliminazione (violenta, spesso) di una delle due polarità (e con ciò la tensione che l’aver scelta rende insopportabile), e un terzo che è quello di scegliere una delle due e andare verso di essa.
Epitteto diceva: “Io non sono il mio corpo, né le involontarie emozioni che possono muoverlo […] Io sono propriamente soltanto una scelta di vita , una libertà di scegliere (il bene o il male morale): il mio Io è là dove si trova la mia scelta di vita…” La scelta dell’asino è quella di non avere Io, perché Io è scegliere, è libertà… l’asino sceglie di non esistere.
Non staremo qui a descrivere le sfumature infinite che il dilemma dell’asino propone: le parole attesa, attenzione (latino: ad tendere) e aggressività (lat.: ad gredi, gradum = passo) hanno la stessa radice semantica: muoversi nella direzione di un obiettivo; il che investe altri significati emotivamente connessi, quali speranza e pazienza, ma anche violenza; coinvolge anche i concetti di desiderio e passione, di quiete contemplativa e istintualità selvaggia… Né qui toccheremo il tema dell’annullamento dell’Io che prevede averne guadagnato e solidificato uno, dato che liberamente si decide di farne dono… ma ci preme invece osservare come tutto questo, che si agita in un turbinio che chiamiamo psiche, agisca in quel campo di forze che si stabilisce tra le DUE polarità. Due… in presenza dell’Uno non vi è conflitto, ma vi è pace; non vi è nemmeno l’Io (ecco spiegatone l’abbandono!) perché non vi è scelta. Non c’è attesa, né speranza, né aggressività violenta, perché nell’Uno non c’è un Altro da conquistare… Non c’è Altro, e basta.
L’asino non ha più due sacchi da cui mangiare, ma non ne ha neanche uno, ché rispetto a lui sarebbe altro… L’asino diventa l’asino assoluto, il migliore degli uomini possibili.

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