Intese, non tanto larghe

Non sempre è facile intendersi, soprattutto se si parla di cose dello spirito… A volte uno chiede: “per favore, apri la finestra e dimmi che vedi”, e l’altro risponde: “penso che ci sia un bel paesaggio”…
Non vi è l’abitudine alla visione, l’unico strumento che abbiamo imparato a usare è il “pensiero”. Se si è costretti a pensare le cose, deve essere perché non le si vedono. Il pensiero genera immaginazione, la visione immaginale ne è il contrario. Chi può, lo verifichi.

In questi giorni di post-acuzie da virus (in realtà si tratta di una convalescenza pensata, dunque immaginaria), in cui è davvero difficile avere una sola idea da ritenersi certa su qualsiasi argomento, dal più banale al più metafisico, l’unico strumento valido di orientamento è la visione: aprire la finestra, vedere (più che osservare), registrare e descrivere senza deformazioni. Difficile, certo, escludere il pensiero da questa descrizione; ma – pure – ogni volta che esso interviene, si percepisce come la realtà vista ne venga deformata… quindi, ora, è strettamente necessario evitarlo.
A volte certe pratiche tradizionali ripetitive, quali la preghiera su testi o suoni dati, o quella dell’iconografia, insegnano a riprodurre il modello tal quale, e ogni ripetizione è la descrizione senza interpretazioni della recitazione precedente… questo può essere dunque un buon esercizio, che è d’altra parte praticato da millenni per la sua efficacia in tutte le Scuole spirituali: rendere la “cosa” originaria riprodotta attraverso una individualità che la modifichi solo nella misura in cui la vivifica con la propria stessa vita. Il limite di questa pratica è che, nel vivere, la “cosa originaria” muta, e ripeterla come “era” senza vederla “com’è”, è falsificarla… Dunque, la necessità della visione…

Ora, la visione dei panorami oltre la finestra (sia che la finestra si apra sull’esterno che sull’interno, verso il cuore) può non essere gradevole; ma la scarsa gradevolezza è dovuta – sempre e soltanto – alla non corrispondenza di quel che si vede a quello che si desiderava vedere. Solo a questo. Ché la visione vede quel che è, e basta. E quel che è, è… Certo, anche nel guardare al proprio cuore, che pure è insieme produttore e prodotto di quel che si è, si può rimanere esterrefatti… si possono vedere cose inaspettate… ma se “quel è, è”, e quindi ogni giudizio pensato è inutile, stupido, insensato si potrebbe in pace prendere atto di se stessi., e dirsi “Io sono quel che sono”, che è la traduzione narcisistica (ed errata, sia chiaro) della frase che Dio disse a Mosè: “Io sono Colui che è”. Ma è un primo importante passo di avvicinamento alla divinità che molti uomini pensano viva in sé, e che pochi uomini vedono vivere in sé.
Tutto questo renderebbe le cose facili, e avvicinerebbe a enormi scoperte. La fonte dell’infelicità è appunto nel non essere mai quel che si vorrebbe essere, di non avere quel che si vorrebbe avere, e di convincersi che a produrre questa discrasia sia il contesto; il successivo inganno è pensare di voler modificare il contesto per star meglio; quello ulteriormente peggiorativo è pensare il contesto in sé, senza considerarsene parte. Cosicché si dà luogo a una follia: quella di pensare di poter modificare il contesto rimanendo quel si pensa di essere senza vedere mai cosa si è. E tutto dipende dalla duplicità (ambiguità e ambivalenza) umana: mi vedo (chi vede chi?) e non mi piaccio (chi piace a chi?).

La divaricazione in atto tra i pensatori e i visionari, è la stessa che esiste tra quelli che cercano una evoluzione (o un progresso) terrestre dell’umanità, e quelli che vedono come frutto dell’evoluzione dell’uomo il districarsi dalle pastoie terrestri (materne) secondo la sua sostanza originaria (paterna) che lo attrae alla Luce (solare). Uomini in discesa, e uomini in salita… ci si incontra certo, in qualche punto, ma per allontanarsi subito dopo, se non ci si ferma a perdere tempo discutendo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...