Future risposte

Si comincia a sentir evocare, da qualche parte, la possibilità che la pandemia possa dar luogo a una nuova “umanità”, o almeno a un nuovo umanesimo; alla base di questo cambiamento – imposto dalle circostanze – ci sarebbe la riscoperta di valori fondamentali, o almeno la riscoperta dell’esistenza di valori in genere, cui riferirsi nel modulare i venturi rapporti tra umani. Si cercano risposte a domande fondamentali poste dall’esigenza di scoprire i valori sepolti, dar loro una rispolverata e porli di nuovo all’attenzione pubblica. L’amor di patria (e di solidale cameratismo?) sembra essere tra questi il più rivitalizzato, in base al numero di spot pubblicitari che lo affermano in funzione del profitto che può produrre al momento della “ripresa economica”. Questo atteggiamento svela l’ipocrisia che contiene: non l’esigenza di cambiare, ma l’esigenza di tornare all’antico, mantenendo tutto com’è, e riscoprendo magari altre motivazioni a consumare (l’uomo è una struttura dissipativa, dice Prigogine), dato che non sembravano essercene più.

Una nuova umanità e un nuovo umanesimo saranno necessariamente fondati; ma su valori nuovi, ancora sconosciuti e forse non adeguati a far nuovo profitto né a rilanciare l’economia… tra quelli che auspicano questo cambiamento e quelli che ne sono terrorizzati si potrà forse porre una linea di separazione e si individueranno sistemi ideologici sui quali fondare il futuro dibattito socio/politico. Ma tutto questo riguarderà l’umanità, la quale ha lo scopo fondamentale di sostenersi e di auto-alimentarsi, sostanzialmente di sopravvivere, e non mai (presa nel suo complesso, certo) di superarsi, di trascendersi.
Chi avesse scoperto in questi giorni epagomeni di aver invece proprio questo desiderio, questa aspirazione, e piuttosto questa imperativa necessità, si troverà estraneo al “cambiamento” in senso umanitario ed umanistico, e dovrà porsi delle domande ben più radicali, ben più “valoriali”, che riguardano proprio, e strettamente, “l’essere uomo”, o per meglio scrivere, “l’Essere uomo”… domande inerenti all’Essere, che – si sa – non è l’esistere, tema del quale il nuovo umanesimo si andrà forse occupando nella prima fase dissolutiva del vecchio sistema, riallacciandosi probabilmente a filosofie post-surrealiste.

Queste domande, si scoprirà, avranno una caratteristica fondamentale: non potranno trovare risposte in alcuno. Le risposte che qualcuno può dare alle nostre domande – d’altra parte – non cambiano quel che siamo, ma solo quel che sappiamo. Se il “sapiente” , l’esperto di turno, è un filosofo impegnato nel nuovo umanesimo, darà risposte vecchie, inutili, sapute; e gli altri, quelli fuori da questo “giro” non hanno altro che domande, sono gloriosamente e socraticamente ignoranti.
Il tema è l’Essere, e modificano l’Essere solo le risposte che riusciamo a dare a noi stessi perché nessun altro le conosce… Trovarle, è il solo Lavoro che modifica l’Essere.
Questo però richiede una consapevolezza nuova (che si troverà solo dopo un po’ di vani tentativi, secondo la regola del trial and error), che sarà quella di possedere ogni conoscenza in sé, ed anzi – meglio – non tanto di possederla (che l’idea di possesso potrebbe essere obsoleta) quanto di – appunto – esserlo, ovvero di incarnarla. Quindi ogni risposta “vera” e “veritiera” potrebbe essere trovata solo tra gli elementi che costituiscono “l’Essere (umano)” – che sono la totalità degli elementi prima di diventare cose -, e il trovarla apporterebbe beneficio non alla conoscenza (che è già totalmente data a priori), ma all’Essere in sé…; nel senso che il cieco che brancolasse nel buio dell’Universo e vedesse all’improvviso il bagliore di una stella, non aggiungerebbe inutilmente questo al proprio bagaglio culturale, ma dovrebbe constatare di aver trovato la vista che non aveva ancora attivata. La stella allora non è una cosa la realtà fisica della quale abbia senso, ma il segno probante della realtà del cambiamento impressosi e realizzatosi nell’Essere.

Certo, questa sembra quasi presentarsi come una nuova stirpe di Esseri, che finirebbe per divaricare le proprie sorti da quelle della neo-umanità… Quindi chiedersi se se ne fosse potenzialmente parte è bene, ricordandosi che la domanda che fa la differenza è quella alla quale nessuno può dare risposta…

Scarabeo

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