Stati detentivi

È caratteristica del Servitore che, se lo si imprigiona, egli accetti umilmente la pena, sebbene la sappia ingiusta; che si trasformi in un prigioniero esemplare, guadagnando lentamente la stima dei carcerieri e degli altri detenuti; che assuma pian piano compiti di mediazione tra di loro; che grazie apparentemente a questo, gli venga concessa una riduzione di pena per buona condotta (in realtà perché un piccolo contenitore non contiene un contenuto cresciuto troppo).
Uscito di prigione, che egli vi lasci fermentare sia i carcerati che i carcerieri, e si occupi dei liberi; che si impegni a far sì che la colpa che egli ha ingiustamente ma obbligatoriamente scontata, sia depenalizzata, cessando di essere una colpa, ma anzi si trasformi in merito.
D’altra parte, l’oppositore di un regime dittatoriale è un abietto colpevole in quel regime; rovesciato il quale egli diventa un eroe.
È proprio del Servitore conoscere questa necessaria trasformazione delle cose, per la quale ogni libertà si raggiunge solo attraversando una schiavitù… la sua colpa iniziale fu la sua discesa; la pena fu la prigione dell’incarnazione; la liberazione fu la disincarnazione in vita. E in ciò consiste il riconoscimento della sua innocenza.

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