Curiosità

Chi scrive ha dichiarato più volte di non gradire “i curiosi” tra quelli che potrebbero essere interessati a incontrarlo. A chi gliene ha chiesto il motivo, ha risposto che la tendenza dei curiosi è quella di collezionare molte esperienze ponendole tutte sullo stesso piano, che è quello del soddisfacimento della curiosità stessa. E che questo atteggiamento, in alcuni campi ammirevole, è deleterio nelle cose dello Spirito.
Ma un interlocutore sincero e motivato ha obiettato: “Guardare ogni cosa con l’occhio di chi cerca può disperdere oppure può allenare il discernimento. Tu chiudi i tuoi incontri ai curiosi ma se fosse la curiosità la modalità utilizzata dalla mano divina per guidarli verso la verità?”
La risposta è che alcuni cammini (anche spirituali, ma exoterici), sono orizzontali e hanno bisogno di sguardi orizzontali, come quello di chi cerca; altri sono verticali e hanno bisogno di sguardi verticali, come quello di chi ha trovato. Il primo è circolare e dispersivo, il secondo è focalizzato come un laser sull’obiettivo.
Un grande Maestro ha detto che, nell’ambito della ricerca spirituale, ci sono i cercatori e ci sono i trovatori (chi scrive chiosò che ciò esclude la possibilità che un cercatore possa mai trovare, ché sarebbe un trovatore…), dichiarandosi Guida di questi ultimi. Aver trovato, esclude la curiosità, perché uno che sappia dove andare, non si chiede quale sia la meta, testandone molte per sceglierne una.
La mano divina folgora con la rivelazione di questa meta, non guida in giro tra molte mete possibili, per allenare il discernimento; nella Scienza Spirituale, il discernimento non è una facoltà da sviluppare confrontando più cose, perché il confronto nega l’Unità, è prodotto della dualità o della pluralità e per questo nega in sé il fine spirituale stesso, l’Uno; il discernimento spirituale (che è uno dei sensi sottili che si aggiungono ai 5 noti) è la capacità istantanea di riconoscere l’Unità al di là e prima della Sua manifestazione, di scartare tutto quello che non conduce alla meta (spirituale focalizzata), in modo di non dedicargli tempo inutilmente.
Nei più avanzati, la stessa vita organica è tra queste perdite di tempo.
Dunque, se qualcuno volesse incontrare chi scrive mosso dalla curiosità del cercatore, accettare di incontrarlo sarebbe favorire la sua tendenza dispersiva, e inoltre sarebbe inutile, perché non troverebbe… lo sguardo del curioso è superficiale e distratto, cosicché, se pur si trovasse davanti quel che cercava, non lo osserverebbe tanto a lungo e con la necessaria profondità per comprenderlo, attratto com’è dalla successiva possibilità che lo incuriosisca…

 

2 pensieri riguardo “Curiosità

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