Del buon governo

Alcuni studiosi (teologi o storici delle religioni) hanno rilevato che quando alcune verità (frutto di disvelamenti e non di speculazione) si manifestano, esse lo fanno con la stessa chiarezza in tutte le forme religiose presenti in quel momento, travalicandone i confini culturali.
Una di queste verità è la catena causale che lega la condizione individuale a quella sociale, raccontata in varie tradizioni: un principe che voglia ben governare deve saper mettere ordine nella propria famiglia; per farlo deve perfezionare se stesso; per perfezionarsi deve imparare a disciplinare i battiti del proprio cuore; per disciplinarli deve rendere perfetta la propria volontà; per farlo deve sviluppare la sua conoscenza; la quale richiede il saper penetrare la natura delle cose. Allora, solo allora, la conoscenza è perfetta, e tale diventa anche la volontà; di conseguenza i battiti del cuore diventano regolari, e dunque l’uomo è perfetto; allora può mettere ordine nella sua famiglia, fatta la qual cosa il principato è ben governato e di conseguenza tutto l’impero fruisce della pace.
Ora, questa sequenza, – al di là dei buoni suggerimenti che dà a chiunque voglia far politica e a chi voglia scegliere oculatamente chi delegare a farla per lui -, mostra un susseguirsi di fatti che sono, ognuno, resi possibili dal precedente e costituiscono condizione sine qua non del successivo. Come il dispiegamento della Creazione permanente (intesa come Manifestazione), come lo stesso susseguirsi degli stati spirituali (o stazioni) che segnano la Via…
Se si eliminano tutti i fattori intermedi della sequenza, balzando alle conclusioni, si sintetizza il tutto in una sola proposizione: se sai penetrare la natura delle cose, nel tuo impero governa la pace; ossia, se conosci la profondità essenziale dell’origine delle cose attraverso la conoscenza di te stesso, te stesso (il tuo impero) è in pace. E solo se sei in pace conosci la profondità di te stesso, cioè dell’intero universo naturale.
Causa ed effetto allora coincidono, inizio e fine pure; e tutto ciò che vi è in mezzo non ha altro senso che quello di illudere su una progressione che è solo apparente, perché è vera solo l’unità di… Alfa ed Omega. Ebbene, la manifestazione (il Creato) è fatto appunto di tutto quello che vi è in mezzo, ma tutto si svolge all’interno dell’Unità e dunque solo di Essa vale la pena di occuparsi.
Anche tutto ciò che fluisce nella coscienza del “principe” tra il suo salire al trono (il venire al mondo di Adamo) e la pace raggiunta, non è che l’immagine evanescente di una realtà supposta che si arrende di fronte alla Verità finale dell’Unità ristabilita (svelata alla coscienza, dato che l’Unità è sempre stata!).
Conclusione: il mondo sensibile è ben governato in quanto risiede nella sua stessa origine; e l’illusione è che lo si governi perché si affronta (con risultati nel migliore dei casi inutili) uno qualsiasi degli insignificanti eventi intermedi… Perché questo basso mondo inizia subito dopo l’origine e termina subito prima del fine, ed è illusione, contenuta nel Vero…

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