Sapienze

Nell’ambito delle scienze spirituali (o studi interiori) esistono due tipi di conoscenza perseguibili, l’uno consistente negli esiti di uno studio appassionato e intelligente dei testi sacri e degli antichi sapienti; l’altro ottenuto come dono in base al raggiungimento di un certo “stato spirituale” in modo diretto, una scienza infusa.
La differenza tra i due è principalmente nel fatto che lo studioso impara e poi applica, e l’esito positivo di questa applicazione testimonia della veridicità dell’insegnamento ricevuto; mentre il sapiente sa mediante l’applicazione (fa senza sapere e dal suo fare impara). Se poi studia gli antichi, scopre che anch’essi dicono di aver visto farsi le stesse cose, e così si rafforza nella convinzione che ciò che fa (e sa) è la Verità, che nella Sua immutabilità, si rivela nei tempi.
Questi saggi (antichi e contemporanei), solo raramente speculano; e se lo fanno, lo fanno a posteriori. Più spesso registrano e documentano il loro stato, man mano che esso muta sotto la spinta dell’energia spirituale che in loro progressivamente si incarna, lasciandone testimonianza.

Il colto sa e poi sapientemente fa; il sapiente fa e poi veridicamente sa. Il primo guida sule vie essoteriche, ai Piccoli Misteri; il secondo al Segreto dei Grandi Misteri.